Leggende popolari
I nostri morti (A .Campanile)
Oh! voi non lo sapete, voi non lo sapete, ma quando si chiudono le porte e s'accendono
i lumi dentro le case, le anime di coloro che non sono più vanno a trovare
i poveri vivi.
S'avanzano leggere, s'affacciano in punta di piedi ai vetri delle finestre a pian
terreno, per guardare, non viste, quello che accade nell'interno…
Le anime accomodano i fiori sulle siepi, pregano per i superstiti che vedono andare
e venire per le stanze accudendo alle tranquille faccende della sera.
Gettano piccoli baci, attraverso i vetri, nell'interno, e qualche volta guardano
se ancora ci sono le fotografie appese alle pareti… lì dentro, una
donna va e viene, prepara la cena, apparecchia la tavola, porta a far vedere un
dolce che sta facendo con le sue mani, si fa andare il grammofono, si sfoglia il
giornale, mentre fuori è buio e tira vento…
Poveri vivi! Le anime li stanno a guardare non viste, attraverso i vetri delle finestre,
e piangono per loro; qualche volta cercano di fare un piccolo segnale e battono
un piccolo colpetto sui vetri. «È il vento » dicono i vivi;
e pensano alle cose passate, alle persone scomparse, ai volti quasi cancellati dalla
memoria.
La leggenda del “crisantemo”
Una bimba e la sua mamma vivevano insieme in un paese lontano, in una povera casa
tutta sola in un piccolo giardino. Ma erano felici lo stesso, perchè si volevano
bene.
Un giorno la mamma si ammalò, e la bimba era sempre accanto a lei, a farle
le carezze e a pregare il cielo. Ma i soldi per le cure mancavano, e l'ammalata
stava sempre peggio.
Una mattina la piccina volle andare a visitare il cimitero, e prima di avviarsi,
cercò qualche cosa da offrire per onorare i defunti. Si guardò intorno:
nulla! A un tratto si accorse di un fiore sbocciato nel campo. Lo colse, lo depose
ai piedi dell'altare dell’angelo protettore del cimitero, e si inginocchiò.
Grande era la sua pena, e il suo cuore batteva forte per quella mamma che non voleva
perdere…
Allora nel buio silenzioso della cappella del cimitero le parve di sentire bisbigliare
alcune parole: ”la tua mamma non morirà, ma vivrà ancora tanti
anni quanti sono i petali del fiore che hai offerto”. Era forse l’angelo
che aveva parlato così?
La piccina ne fu sicura. Si alzò, riprese il fiore, e contò i petali
che formavano la corolla.
Così pochi? Ella voleva la mamma sempre con sé. Così piano
piano, con le sue manine leggere, divise ogni petalo in tanti striscioline lunghe
e sottili. Quanti erano i petali ora?
Dieci, venti, trenta, molti di più. La promessa dell’angelo si avverò,
e la mamma visse tanti anni ancora accanto alla sua figliuola, quanti erano i petali
del crisantemo.
Per questo in quel giardino, e nei giardini vicini, e poi in quelli di tutto il
mondo, sbocciò il fiore della fede col lume del ricordo: “il crisantemo
delicato, dai cento petali sottili”, simbolo di speranza.
Se mi ami non piangere
Se mi ami non piangere ! Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora
vivo, se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti
senza fine, e in questa luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti per
me, se mi ami davvero.
Qui si è ormai assorbiti dall'incanto di Dio, dalle sue espressioni di infinità
bontà, e dai riflessi della sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo
sono così piccole e fuggevoli al confronto. Adesso sono pura luce nell’infinito
amore divino.
Ma in me è rimasto vivo l'affetto per te. Sono felice di averti incontrato
nel tempo, anche se tutto, allora, era così fugace e limitato. Ora l'amore
che mi stringe profondamente a te, è gioia pura !
Ti prego, mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa di riunirci nuovamente,
tu pensami così: felice, con un volto luminoso, sorridente di pianto, in
attesa di stringerti in un abbraccio eterno !
Nelle tue battaglie, nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine, pensa a questa
meravigliosa casa che ti attende. Pensa che un giorno verrai anche tu in questa
luce dove non esiste la morte e il dolore, ma esiste solo amore; dove saremo una
solo cosa, e ci disseteremo insieme, nel trasporto più intenso, alla fonte
inesauribile dell'amore e della vita.
Non piangere più, se veramente mi ami, io sono beato in dio, in attesa di
riabbracciarti per non lasciarti mai più!
Abramo e l'angelo
Abramo, ormai vecchissimo, era seduto su una stuoia nella sua tenda di capo tribù
quando vide sulla pista del deserto un angelo venirgli incontro. Quando l'angelo
gli si avvicinò, Abramo ebbe un sussulto: non era l'angelo della vita, “era
l'angelo della morte”.
Appena fu di fronte all’angelo della morte, Abramo si fece coraggio e gli
disse: "angelo della morte, ho una domanda da farti: io sono amico di Dio,
hai mai visto un amico desiderare la morte dell'amico?".
L'angelo della morte rispose: "sono io a farti una domanda: “hai mai
visto un innamorato rifiutare l'incontro con la persona amata?".
Allora Abramo disse: "angelo della morte, prendimi" !
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