La visita al cimitero
Una esistenza estroversa e molto dispersiva è la triste condizione dell'uomo
moderno.
Fra tanta dispersione e stordito dagli incessanti e contrastanti messaggi, l'uomo
d'oggi difficilmente riesce a riflettere e prospettarsi i problemi che riguardano
il suo spirito, e il suo futuro dopo la morte. Anche la visita al camposanto per
molti cristiani risente di simile vuoto di spiritualità che investe, purtroppo,
non solo la vita individuale, ma anche quella familiare e sociale. Molti visitatori
del cimitero ripartono senza lasciarsi neppure sfiorare dalle meravigliose verità
che la fede cristiana offre ai suoi figli, e che noi abbiamo cercato di richiamare
in queste brevi pagine.
Alla vista di un corpo senza vita, tutti sono presi da un senso
di smarrimento e di dolore. Sono sentimenti umani che la fede cristiana rispetta
e considera doverosi. Anche Gesù pianse per il suo amico Lazzaro, e a quelli
che sono nel dolore per la morte di una persona cara, la sua parola ricorda il mistero
pasquale di Cristo morto e risorto.
Il cristiano che intende compiere una fruttuosa visita al camposanto deve prepararsi
spiritualmente. Deve richiamare alla memoria alcune verità che la fede sottopone
alla sua riflessione. Non può, quindi, ridursi a una visita di puro rimpianto,
di affetto o di cortesia: portare un fiore, accendere un lume, riassettare la tomba.
Questi gesti, squisitamente umani, non sono da svalutare, anzi da compiere con amore,
ma non sono essenziali, né specificatamente cristiani. Varcare il cancello
del cimitero è come varcare una soglia misteriosa che separa due realtà,
e non può non suscitare in noi delle domande.
Il cristiano che valica i cancelli del camposanto, con l'intenzione
di compiere una visita fruttuosa per la sua anima, deve richiamare le meravigliose
verità che abbiamo ricordato. Allora la sua visita non si risolve nel
sostare davanti a dei semplici cadaveri ma in un incontro di anime vive che si conoscono,
si parlano e si amano, aspettando di riunirsi non solo ai loro corpi, ma anche a
tutti noi nell'unica chiesa dei santi in cielo. Molti vivono come se non dovessero
mai morire, preoccupati solo di godersi la vita, di formarsi una posizione, o in
una alienazione morale indegna dell'uomo.
Ebbene il cimitero ricorda che la morte sta accovacciata ai piedi
di ogni vivente, e che le libere scelte dell'uomo saranno giudicate da Dio che tutto
vede, e che renderà a ciascuno secondo le sue opere... perchè presso
Dio non c'è parzialità (Rm. 2,6-11). Il cimitero è il luogo
consacrato al dolore umano. Il cristiano però, lo considera «sacro»
perché racchiude i corpi umani che furono il tempio dello Spirito Santo.
Questi corpi, che la terra dissolve, dormono nell’attesa della beata speranza
(Tt. 2,13) della risurrezione, secondo la parola immortale del Figlio di Dio. In
conclusione, il cristiano che visita il camposanto vede nel triste e doloroso giorno
della morte una grande speranza di vita, che quanto meno lo preserva dalla disperazione.
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